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	<title>Raffaella Bresciani &#187; brand</title>
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		<title>La legge della leadership</title>
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		<pubDate>Thu, 13 May 2010 08:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raffaella Bresciani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217;  meglio essere il primo che essere il migliore
Molte persone credono che la legge fondamentale del marketing sia convincere di avere il miglior prodotto o  servizio.
Non è vero.
La legge fondamentale del marketing è di creare una categoria in cui poter essere il primo. E&#8217; più facile proporre un prodotto per primo che convincere gli altri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>E&#8217;  meglio essere il primo che essere il migliore</h3>
<p>Molte persone credono che la legge fondamentale del marketing sia convincere di avere il miglior prodotto o  servizio.</p>
<p>Non è vero.</p>
<p>La legge fondamentale del marketing è di creare una categoria in cui poter essere il primo. E&#8217; più facile proporre un prodotto per primo che convincere gli altri che quello che hai è migliore di chi è già presente sul mercato.</p>
<h3>Una prova pratica ?</h3>
<p><strong>Chi è stata la persona che ha posto la sua orma sulla Luna ? Neil Armstrong</strong></p>
<p>Chi è stata la seconda ?</p>
<p><strong> Chi ha trasvolato per primo l&#8217;Atlantico in aereo ? Charles Lindbergh</strong></p>
<p>Chi lo ha fatto per secondo ?</p>
<p>Bert Hinkler ha attraversato l&#8217;Oceano per secondo. E&#8217; stato un miglior pilota, ha consumato meno carburante, ha impiegato meno tempo. Eppure chi lo ricorda ?</p>
<p>E&#8217; però interessante sapere che anche se Lindbergh è stato il primo trasvolatore, le compagnie aeree hanno aspettato che il mercato si formasse ed hanno poi scelto la rotta di Hinkler e  sono quindi saltate a piè pari in un nuovo mercato con il loro brand&#8230;</p>
<h3>Il marchio leader è quello che per primo appare nella mente del potenziale cliente</h3>
<p><strong>Coca Cola nelle bibite gassate, Levis nei jeans, Nokia nei telefonini&#8230;</strong></p>
<p><span>Uno dei motivi per cui il primo marchio tende a mantenere la sua leadership è che il nome diventa spesso generico.</span> <span>Xerox, la prima fotocopiatrice a carta comune, divenne il nome per tutte le fotocopiatrici a carta comune. Più ancora capita con Kleenex, pensando ai fazzoletti di carta, anche se il nome sul pacchetto dice chiaramente Scott o Tempo.</p>
<p>Ed anche nelle pizzerie chiedi spesso Coca e ti portano Pepsi.</p>
<p>E quando vai in cartoleria chiedi Scotch e ti va bene qualsiasi tipo di nastro adesivo.</span></p>
<p><strong>Altri esempi ?  Band Aid, Gore Tex, Velcro, Formica, Vetroresina, Faesite, tutti nomi di prodotti specifici che sono diventati riferimenti generici per una categoria di prodotti.</strong></p>
<h3><span>La legge della leadership si applica a riviste, giornali, automobili, siti e servizi web.</span></h3>
<p><span>E&#8217; vero che spesso i primi sono solo cattive idee che non andranno mai da nessuna parte, ma questo non deve limitare la possibilità di avere una idea ed un progetto ben formato. E se il segreto del successo di un prodotto sta nella mente del cliente potenziale, qual&#8217;è allora la migliore strategia ?</span></p>
<p><span>La migliore strategia è sempre lavorare e ricercare, investire in ricerca e sviluppo, senza fermarsi e senza rallentare. <strong>Se si sta introducendo il primo marchio in una nuova categoria, si dovrebbe sempre selezionare un un nome che possa poi lavorare anche genericamente.</strong></p>
<p>Questo approccio è in genere sconsigliato da chi si occupa di protezione del marchio, ma si è spesso dimostrato come un approccio vincente.</p>
<p><strong> E per quanto possibile, nelle aziende  dove mi occupo di consulenza e seguo lo sviluppo di nuove idee e prodotti cerco sempre di avere questo modo di operare.</strong></span></p>
<h3><span>Ultima domanda</span></h3>
<p>Qual&#8217;è il nome del primo marchio di aspirina ? Ed il primo marchio di ibuprofene, oppure di paracetamolo ?</p>
<h3>Risposta</h3>
<p><strong>Trova la risposta per la prima domanda ed avrai la risposta per tutte e tre.</p>
<p>Questo serve a dimostrare qualcosa di importante ?</strong></p>
<p>Raffaella Bresciani</p>
<p><span></p>
<p></span></p>
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		<title>Creare un marchio: un lavoro molto difficile</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 05:00:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raffaella Bresciani</dc:creator>
				<category><![CDATA[progetti & idee]]></category>
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		<category><![CDATA[crowdsourcing]]></category>
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		<description><![CDATA[Creare un marchio è sempre stato un lavoro molto difficile e spinoso
Nella mia esperienza i servizi di marketing delle imprese cercano sempre un marchio che descriva il prodotto o il servizio. Sfortunatamente un marchio descrittivo è di difficile registrazione e, comunque,  non distingue il prodotto sul  mercato.
I marchi più forti sono fantasiosi, arbitrari e suggestivi.

Un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Creare un marchio è sempre stato un lavoro molto difficile e spinoso</h2>
<p>Nella mia esperienza i servizi di marketing delle imprese cercano sempre un marchio che descriva il prodotto o il servizio. Sfortunatamente un marchio descrittivo è di difficile registrazione e, comunque,  non distingue il prodotto sul  mercato.</p>
<h3>I marchi più forti sono fantasiosi, arbitrari e suggestivi.</h3>
<ul>
<li>Un marchio di fantasia è una parola che non ha nessun significato a parte il suo uso come marchio, come <strong>Kodak.</strong></li>
<li>Arbitrari sono i marchi fatti da parole esistenti collegate al prodotto con cui si utilizzano, come<strong> Apple.</strong></li>
<li>Suggestivi sono i marchi che suggeriscono l&#8217;identità di un prodotto, senza limitarsi a descriverlo, come <strong>Coppertone.</strong></li>
</ul>
<h3>Cosa succede nella scelta di un marchio ?</h3>
<p>Spesso le società creano un nome interno per lo svluppo di un prodotto o di un servizio e le persone si attaccano a questo nome da non essere disposte a cambiarlo quando è il momento del lancio. Semplicemente ci si innamora di un nome e e non si vedono pecche ed errori.</p>
<p>In altre occasione si sceglie un mome che si confonde facilmente con la concorrenza, si cerca un&#8217;assonanza, un richiamo. Oltre ad essere una scelta rischiosa sul piano legale, si nota una forte sudditanza psicologica nel confronto con il concorrente. Le aziende dovrebbero sempre cercare di selezionare i nomi facilmente distinguibili da quelli dei loro concorrenti.</p>
<h3>Utilizzare concorsi e dipendenti per scegliere un marchio ?</h3>
<p>Sicuramente alcuni nomi famosi sono il risultato di una scelta operata da un dipendente, oppure frutto di un concorso interno. Ci sono da sapere però alcune cose fondamentali:</p>
<ul>
<li>questioni giuridiche legate alla tutelabilità del marchio</li>
<li>evitare marchi meramente descrittivi</li>
<li>conoscere le lingue straniere per evitare che il nome possa risultare offensivo, o culturalmente insensibile</li>
</ul>
<p>Per questi motivi,  è sicuramente una ottima idea il crowdsourcing, ma deve esserci una robusta direzione dell&#8217;azienda nel definire le linee guida. Queste possono provenire anche dal rapporto di collaborazione con un consulente esterno che lavori a stretto contatto con l&#8217;azienda, con il team di lavorazione del prodotto, così come l&#8217;ufficio legale della società-</p>
<p>Ciò contribuirà ad assicurare che il marchio proposto non solo migliora la strategia di marketing, ma è anche giuridicamente tutelabile.</p>
<p>Raffaella Bresciani</p>
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		<title>Essere un leader e conquistare il primo posto nella mente del consumatore</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 05:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raffaella Bresciani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come si diventa leader di mercato e come si conquista il primo posto nella mente del consumatore ? Quando la creazione di un nuovo marchio corrisponde alla creazione di una nuova categoria di prodotti ?
Pensa a cosa ha fatto iPod per Apple. Oggi, quest&#8217;anno 2010, le vendite di iPod dovrebbero raggiungere i 4 miliardi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come si diventa leader di mercato e come si conquista il primo posto nella mente del consumatore ? Quando la creazione di un nuovo marchio corrisponde alla creazione di una nuova categoria di prodotti ?</p>
<p>Pensa a cosa ha fatto <a href="http://www.apple.com/ipodclassic/" target="_blank">iPod per Apple</a>. Oggi, quest&#8217;anno 2010, le vendite di iPod dovrebbero raggiungere i 4 miliardi di dollari. Dal lancio del 2001 ad oggi,  iPod rappresenta il 95% delle vendite del segmento dei lettori di mp3 con disco fisso.</p>
<h2>Ma come si diventa iPod ? Semplice e difficile al tempo stesso: essere il primo brand in una nuova categoria.</h2>
<p>Essere il primo è la strategia più sicura e più efficace.</p>
<p>Coca Cola è stata  la prima Cola. Mc Donald è stata la prima catena di hamburger. Nescafè è stato il primo caffé istantantaneo.</p>
<h3>Messa in questo modo sembra che la questione sia facile. Essere il primo, inventare un nuovo prodotto.</h3>
<p>Al diavolo ricerche, nomi, promozioni !  Conta solamente essere il primo ed inventare una nuova categoria&#8230;<br />
Facile come sembra a prima vista ?<br />
Eppure la storia dei brand è fatta di tantissimi esempi di marchi ora sconosciuti che hanno inventato per primi un prodotto, ma che sono poi scomparsi senza che nessuno si ricordi più di loro.</p>
<h3>La storia di Red Bull</h3>
<p>In Thailandia era diffusa una popolare bevanda con una grande concentrazione di caffeina, gassata, con estratti d&#8217;erbe, ricca di vitamina B ed aminoacidi.  Il marchio era Krating Daeng, e nessuno in Thailandia aveva mai pensato che potesse essere un prodotto internazionale.<br />
Lo comprese immediatamente Dieter Mateschitz, un austriaco con una grande visione prospettica. Prima ancora di pensare ad un nuovo nome, a mantenere il nome tailandese Krating Daeng, oppure a trovargli una versione esotica, Mateschitz individuò una nuova categoria: <strong>Energy Drink.</strong></p>
<h4>Red Bull è solo la variazione inglese di Krating Daeng, ma il successo è legato ad essere il primo ENERGY DRINK.</h4>
<p><a href="http://www.redbull.com/cs/Satellite/en_INT/Red-Bull.com/001242745950125" target="_blank">Red Bull</a> divenne un marchio internazionale, che oggi fattura 2 miliardi di euro/anno, da quando è stato percepito come una bevanda che migliora le capacità delle persone sottoposte a stress, affaticate, oppure quando si pensa di migliorare una performance sessuale &#8211; Energy è un modo di esprimere questa idea in un modo socialmente accettabile.</p>
<p>In qualche modo, Dieter Mateschitz ha riempito un vuoto che esisteva nella mente delle persone, senza che queste sapessero di avere questo vuoto.</p>
<h3>iPod non è stato il primo lettore di mp3</h3>
<p>Prima di iPod esisteva Creative Nomad Jukebox, che però si basava su una memoria flash da 64 megabytes che conteneva circa 20 brani musicali, invece delle migliaia di iPod.<br />
Creative aveva un nome generico, forse troppo lungo, magari troppo descrittivo.</p>
<h4>Inoltre prova comparare Creative Nomad Jukebox, tre parole, con Ipod, due sillabe (Reb Bull sono due parole e due sillabe &#8211; in inglese)</h4>
<h3>Quale lezione si può trarre da questi esempi ?</h3>
<p><strong>La prima cosa che mi viene in mente è che il nome di un brand di successo diventa il nickname di una intera categoria.</strong> Tutti chiamano iPod i lettori di mp3, anche se non sono iPod. Nessuno avrebbe identificato una categoria di prodotti come Creative Nomad Jukebox.<br />
Nokia non è stata la prima azienda ad introdurre i cellulari, è stata Motorola. Come Motorola anche Nokia produceva una vasta gamma di prodotti. Ma ad un certo punto Nokia si è concentrata sui telefoni ed oggi supera Motorola per valore di marchio.</p>
<p>La seconda cosa è la brevità del nome e la sua capacità evocativa.</p>
<h3>La terza, la più difficile sicuramente, è che spesso concentriamo il 95% dei nostri sforzi di marketing per il mantenimento dell&#8217;esistente, quando dovremo invece pensare di più alla creazione del brand.</h3>
<p>Raffaella Bresciani</p>
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		<title>Ottimi esempi di packaging</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 06:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raffaella Bresciani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A dimostrazione di quanto il packaging sia fondamentale nel costruire una visual identity, ho scovato alcuni esempi davvero interessanti.
Panpan panetterie a Valencia

Il marchio si distingue subito tra tutte le  panetterie che utilizzano le illustrazioni tradizionali della spiga di grano nella loro identità visiva. Il modello è ripetuto sulla carta e ricorda antichi cestini di vimini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">A dimostrazione di quanto il packaging sia fondamentale nel costruire una visual identity, ho scovato alcuni esempi davvero interessanti.</p>
<h2>Panpan panetterie a Valencia</h2>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.raffaellabresciani.com/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/panpan_martinavarro_2.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-268" title="panpan_martinavarro_2" src="http://www.raffaellabresciani.com/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/panpan_martinavarro_2-575x403.jpg" alt="pane visual identity" width="460" height="322" /></a></p>
<p>Il marchio si distingue subito tra tutte le  panetterie che utilizzano le illustrazioni tradizionali della spiga di grano nella loro identità visiva. Il modello è ripetuto sulla carta e ricorda antichi cestini di vimini con i tessuti usati per esporre il pane. In verità, deriva dall&#8217; opus spicatum, la costruzione romama usata per costruire i forni del pane.</p>
<p>Il concetto di denominazione di Panpan si basa sulla ripetizione di parole per sottolineare l&#8217;autenticità. Pane Pane, come nel vero pane. Questo sistema viene effettuato in tutti i materiali di imballaggio con sotto lo stesso slogan.</p>
<p>Designer: <a href="http://www.rociomartinavarro.es/">Rocío Martinavarro</a></p>
<h2>Non gettare le borse in plastica</h2>
<p><a href="http://www.raffaellabresciani.com/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/bbiobbag.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-272" title="bbiobbag" src="http://www.raffaellabresciani.com/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/bbiobbag.jpg" alt="" width="480" height="640" /></a></p>
<p>Questa è una borsetta di plastica davvero particolare.<br />
Disegnata da  <a href="http://www.ankerstjerne.co.uk/">Thorbjørn Ankerstjerne</a> ricorda che ogni anno, nella sola Gran Bretagna, 6 miliardi di sole borse di plastica sono diffuse tra la popolazione. Non vanno buttate in giro, a pena di un gran danno ambientale.</p>
<h2>Lana in frange per sciarpe Rellana</h2>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.raffaellabresciani.com/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/Rellana_WoollyHeads.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-275" title="Rellana_WoollyHeads" src="http://www.raffaellabresciani.com/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/Rellana_WoollyHeads.jpg" alt="" width="512" height="281" /></a>In questo caso RELLANA HAIR un brand di filati a frange aveva l&#8217;obiettivo di convincere i potenziali clienti direttamente nel punto vendita.<br />
Al fine di dimostrare l&#8217;uso principale di questo filato, le facce sono state stampate lungo tutta l&#8217;etichetta. In questo modo si comunica che i filati sono adatti a costruire sciarpe e berretti: <strong>semplicemente perfetto.</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="font-weight: normal;">Il risultato di vendita, sia nei tradizionali punti vendita che online, è stato entusiasmante. Il progetto per Rellana hair è di <a href="http://www.ogilvy.de/">Ogilvy &amp; Mather</a></span></strong></p>
<h3><strong><span style="font-weight: normal;"><a href="http://www.ogilvy.de/"></a></span>Sembra facile ?</strong></h3>
<p><strong><span style="font-weight: normal;">Niente è davvero facile.<br />
<strong> Tutto è però possibile quando si incontra un desiderio ben espresso dall&#8217;azienda ed un professionista che sa trattare gli elementi ed i materiali.</strong></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-weight: normal;"> </span>Raffaella Bresciani<br />
</strong></p>
<p style="text-align: center;">
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		<title>Pensare il packaging è un progetto importante</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 05:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raffaella Bresciani</dc:creator>
				<category><![CDATA[progetti & idee]]></category>
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		<category><![CDATA[packaging]]></category>
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		<description><![CDATA[La progettazione di un package è un affare complicato
Si rischia di cadere in trappole in ogni momento, si affrontano i dilemmi  ed i problemi della catena di approvvigionamento superando contrasti che talvolta paiono insormontabili.
Sembra facile dire: &#8221; troviamo una bella confezione per questo oggetto&#8221; ! Alla prova dei fatti si rivela un percorso difficile e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>La progettazione di un package è un affare complicato</h2>
<p>Si rischia di cadere in trappole in ogni momento, si affrontano i dilemmi  ed i problemi della catena di approvvigionamento superando contrasti che talvolta paiono insormontabili.</p>
<h4>Sembra facile dire: &#8221; troviamo una bella confezione per questo oggetto&#8221; ! Alla prova dei fatti si rivela un percorso difficile e rischioso.</h4>
<h2>Mi occupo professionalmente di packaging da molti anni</h2>
<p>Per quanto il consumatore si trovi di fronte ad offerte e tentazioni le più varie, e per quanto oggi ci sia una innegabile tendenza in alcuni prodotti di spogliarsi della confezione, è importante capire come questa veste rappresenti un pezzo importante nella catena del valore del prodotto stesso.</p>
<p>Seguo tuttora molti progetti di packaging per diverse aziende e mi sono sempre trovata di fronte a progetti molto interessanti. E&#8217; sempre una sfida importante,vuoi per la notorietà del marchio oppure per la difficoltàdi rappresentare un prodotto in modi non banali e convenzionali.</p>
<h4 style="text-align: left;">A questo settore intendo dedicare un ampio spazio sul mio blog, alla ricerca delle cose nuove e delle tendenze.<a href="http://www.raffaellabresciani.com/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/ketto.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-248" title="ketto" src="http://www.raffaellabresciani.com/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/ketto-575x296.jpg" alt="" width="480" height="247" /></a></h4>
<h2>Le cose importanti da considerare nello sviluppo di un progetto importante di packaging oggi sono:</h2>
<ul>
<li>L&#8217;aspetto e la funzione devono essere assolutamente soddisfacenti</li>
<li>Il volume dei materiali usati deve essere sempre giustificato</li>
<li>Tappi, chiusure, scatole e sistemi di distribuzione devono mantenere assoluta la fedeltà del consumatore</li>
<li>A questo oggi DEVE aggiungersi anche la FACILITA&#8217; DI RICICLAGGIO</li>
</ul>
<p>Una buona confezione non è solo un valore aggiunto per il cliente, così da poter spuntare un prezzo più alto, come non è solo la voglia di differenziarsi che induce le aziende a lavorare sulle confezioni e la presentazione del prodotto.</p>
<h4>E&#8217; un processo di costruzione di qualità dove l&#8217;innovazione nei materiali e nelle proposte della confezione gioca un ruolo davvero importante.</h4>
<h3>E dove è necessario rivolgersi ad un professionista capace e competente</h3>
<p>Raffaella Bresciani</p>
<p><em>crediti: <a href="http://cargocollective.com/laurenschoen" target="_blank">Lauren Schoen</a> for Tea Forté<br />
Ketto Skin Care. Designer: Adam Brackney: USA</em></p>
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Buon Compleanno...</small></li><li>30 marzo 2010 -- <a href="http://www.raffaellabresciani.com/2010/03/30/cosmopack/" title="Cosmopack: il salone internazionale del packaging">Cosmopack: il salone internazionale del packaging</a><br /><small>Cosmopack è il Salone Internazionale del Packaging che si sv...</small></li><li>25 gennaio 2010 -- <a href="http://www.raffaellabresciani.com/2010/01/25/ottimi-esempi-di-packaging/" title="Ottimi esempi di packaging ">Ottimi esempi di packaging </a><br /><small>A dimostrazione di quanto il packaging sia fondamentale nel ...</small></li></ul>]]></content:encoded>
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